FICO Eataly World

FICO Eataly World

“Pancia mia fatti capanna”.

FICO Eataly World“, definito “il luna Park del tortellino”, “la disneyland del cibo”, “il Gardaland della mortazza”, una “Eataly obesa” e chi più ne ha più ne metta.
Si tratta della Fabbrica Italiana Contadina, sita a Bologna, ovvero il più grande parco agroalimentare del mondo, 100mila mq, dove assaggiare, comprare ed ascoltare storie di cibo.
L’ultima impresa del Signor Oscar Farinetti, il Signor Eataly, appunto.
Centomila metri quadrati pieni di cibo, scelto sulla base di due soli requisiti: che sia buono, e che sia italiano.
Insomma, il paradiso per gli amanti del food, aperto al pubblico da domani, 15 novembre 2017, ore 15.

L’ingresso a FICO è gratuito e sono previsti sconti e vantaggi per i soci Touring Club.

Nello specifico

FICO Eataly World

(Ph. Web)

All’interno di FICO, troviamo un vero percorso sensoriale.  Vi sono 32 «fabbriche di cibo», 47 punti di ristoro, 9 mercati, un teatro, un centro congressi, 700 posti di lavoro, tremila con l’indotto, un albergo da 300 camere prossimo venturo.

Sei «giostre» approfondiscono i grandi temi della nutrizione. In quella dedicata al futuro scegli il tuo semino, lo metti in terra, poi scaricando l’app ti arrivano le foto della «tua» piantina aggiornandoti sulla crescita. Dal cioccolatiere Venchi due attrazioni: il logo riprodotto con 34 mila cioccolatini e la telecamera che ti riprende mentre degusti e poi ritrasmette la tua faccia nell’estasi cioccolatosa, con rilievi al computer su quel che ti è piaciuto di più, quanto e quando: divertente, ma in futuro servirà anche per le indagini di mercato.

Di piu, Grana Padano prodotto nel parco, in due forme al giorno. C’è anche sua maestà il Parmigiano Reggiano, ma poiché Bologna è pochi chilometri fuori dalla sua area di produzione, all’interno di Fico può svelarsi ma non essere prodotto. I tartufi che condiscono la pasta dei ristoranti, quelli sì, provengono dalla tartufaia che campeggia subito fuori dal parco, a destra dell’agrumeto e a sinistra del vigneto: i visitatori, pagando un modico biglietto, possono farsi spiegare come si fa e poi andare a caccia, con tanto di cane da tartufo.

E’ anche operativo il mulino che macina il grano.

I ristoranti

FICO Eataly World

(Ph. Web)

Il Ristoro di FICO utilizzerà gli ingredienti in vendita nel grande mercato e realizzati dalle fabbriche stesse che produrranno, all’interno del parco, le eccellenze dell’enogastronomia. Il tutto su 8 ettari, tra cui locali stellati come ‘Enrico Bartolini-Le Soste’, dove un rinomato chef italiano ospiterà a rotazione cuochi dell’omonima associazione.

Tra gli altri ristoranti, in tutto 16, ci sarà ‘La Pasta’, con i primi proposti dalla Trattoria di Amerigo; ‘Il Pesce’, dove si cimenteranno ai fornelli i fratelli Raschi del ristorante ‘Guido’ di Rimini; ‘L’Osteria dei Borghi più belli d’Italia’; ‘Salumi e Formaggi-Osteria del Culatello’; ‘L’Osteria del fritto’ dove si esibiranno i campioni del genere Gaetano e Pasquale Torrente. E ancora ‘La Carne’, che proporrà tutte le preparazioni di razze bovine come la Piemontese e la Chianina ad opera del consorzio ‘La Granda’; la ‘Pizzeria’ di Rossopomodoro; ‘L’Orto’, il ristorante che unisce i prodotti di Riccardo di Pisa e la cucina di Rosarose Bristrot; ‘Il Bistrot della patata’ proposta da Pizzoli in tutte le sue possibili declinazioni e ‘Il ristorante Bell’Italia’.

Di mele e Iphone

FICO Eataly World

(Ph. Web)

Ultima particolarità, la porta d’ingresso di questo paradiso della biodiversità agroalimentare, accanto allo spazio del mercato ortofrutticolo, è un muro di mele.

Racconta, Oscar Farinetti, quando ricorda la sfida vinta a Los Angeles. «Io aprivo il mio Eataly e, nello stesso giorno la Apple, dal marciapiede di fronte, lanciava il suo iPhone. C’era da vincere la sfida della fila, così ho mandato i miei ragazzi con un cesto di mele italiane da distribuire, dicendo loro: ‘queste sono vere, e non sono neppure morsicate…».

Dove?

La Fabbrica Italiana Contadina è a Bologna, nella zona Caab/Fiera, in Via Paolo Canali 8. Per informazioni su come raggiungerla, clicca qui.

 

Caterina Martino

 



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