Ron, Rhum e Rum

Ron, Rhum e Rum

C’è chi lo chiama Ron oppure Rum e  ancora Rhum.

Ma è la stessa cosa? 

Direi di no per 3 fattori:

 1) il metodo di distillazione,

2)  la materia prima utilizzata,

3) l’invecchiamento.

I RON

I Ron usano il metodo di distillazione  della scuola spagnola, in genere utilizzano gli alambicchi continui a piatti analoghi a quelli usati per la produzione del brandy. Di norma sono rum di melassa ma in alcuni casi, soprattutto in Venezuela, viene usato anche il succo vergine di canna (in questo caso si parla di rum “agricoli“), il rum agricolo nei paesi di scuola spagnola si usa principalmente per i blend, per conferire complessità aromatica ai rum industriali normalmente più strutturati ma meno aromatici.

I RUM

I Rum appartengono allo stile inglese utilizzano alambicchi discontinui Pot Still, simili a quelli scozzesi da whisky, o al limite Coffey Still a colonna. Si utilizza la melassa e non il succo vergine di canna da zucchero.   Di scuola inglese sono anche la dicitura FULL PROOF (a gradazione piena, senza diluizione) e CASK (proveniente da un’unica botte, senza blending).

I RHUM

I Rhum invece di scuola francese vengono solitamente distillati in alambicchi discontinui di tipo Charentaise o Armagnacaise, gli stessi usati per produrre cognac ed armagnac in Francia. In questo caso si tratta spesso di rum agricoli prodotti con succo di canna vergine.La canna da zucchero viene spesso raccolta a mano, in modo da selezionare la materia prima migliore da destinare alla distillazione. La fermentazione può essere spontanea, oppure controllata, con aggiunta di lieviti selezionati, nel secondo caso la fermentazione sviluppa temperature più basse e si mantengono tutti i sentori primari del mosto di canna. Esistono anche i Rhum traditionelle, che vengono distillati a partire da melasso, più simili ai ron di scuola spagnola.

 

Invecchiamento

Di solito avviene  in botti da whisky o da bourbon usate, oppure in botti nuove, eventualmente tostate o caramellizzate all’interno.

Il metodo Solera ad esempio,  utilizzato nel caso dei Ron  consiste nello splittaggio delle botti in parti uguali, sulle botti più vecchie, in pratica una botte di un anno di invecchiamento viene divisa in due parti, e miscelata con la botte del secondo anno, la quale è stata svuotata per metà sulle botti del terzo anno e così via. Questo sistema consente di ottenere una maggiore costanza qualitativa nel tempo, miscelando di fatto le diverse annate. Di solito in questo metodo si dichiara l’annata più vecchia contenuta nel blend. Esistono dei soleras “tagliati” in cui le botti vengono invecchiate singolarmente per un certo numero di anni (normalmente 3 o 4) e solo in seguito inizia lo splittaggio tipico del metodo solera.
Nei blended assemblati in maniera diversa dal solera, il criterio di miscelazione è sostanzialmente caratteristico di ogni singola casa produttrice, e diventa praticamente impossibile sapere quale sia l’invecchiamento reale e la percentuale di ogni singolo rum assemblato nel blend.
Per i Rum si ricorda il metodo di invecchiamento navy che ricalca lo stile d’invecchiamento del Madeira, nelle stive delle navi. Le botti vengono sottoposte a periodi di caldo intenso, umidità e salsedine. Ne derivano rum scuri estremamente corposi, con buona struttura aromatica ma dal finale non troppo importante.
Per quanto riguarda i Rhum in molti casi si presta molta attenzione al dimensionamento delle botti, alla loro tostatura e al tempo di permenenza del distillato al loro interno. In linea di massima è più facile trovare Rhum single barrel nello stile francese che non in quello spagnolo o inglese. In realtà grazie al tipo di materia prima utlizzata (succo vergine di canna invece di melassa), alla fermentazione più lenta condotta a basse temperature (almeno per i rum da invecchiamento) e alla cura nella scelta e nella preparazione delle botti, i Rhum di scuola francese sono forse gli unici in cui si riescono a percepire, come nel vino, aromi primari (della materia prima), secondari (dovuti alla fermentazione) e terziari (dovuti all’invecchiamento).
 Ambiente di invecchiamento
I distillati invecchiati in ambienti caldi come quello caraibico difficilmente possono superare i 15 anni senza destrutturarsi, mentre in ambienti più freddi come ad esempio quello scozzese possono giovare di invecchiamenti anche prossimi ai 40 anni.
Motivo per cui è concesso  l’invecchiamento in luogo diverso da quello di origine, ed infatti, specialmente per i rum di scuola inglese, i migliori risultati qualitativi si raggiungono nei rum invecchiati in scozia. Invece i  Rhum di scuola francese adottano invecchiamenti più corti nei paesi d’origine, mentre i Ron di scuola spagnola ricorrono al blending per evitare il destrutturamento aromatico dei prodotti più invecchiati.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: